LA RABBIA È IMPORTANTE PER VIVERE FELICI

28 luglio 2020

La vita è fonte inesauribile di momenti di riflessione durante i quali possiamo aumentare in maniera esponenziale la nostra consapevolezza. Per vivere felici è necessario avere un ascolto attento e silenzioso dell’altro perché nelle sue parole possiamo ritrovare parti dimenticate di noi stessi. Abbiamo bisogno che sia così perché da soli non andiamo da nessuna parte. In questo modo invece scopriamo le debolezze, gli inganni e le insidie che ancora dimorano nella mente e ascoltare l’altro è un espediente per portarle in superficie così che possano essere riconosciute, accettate e messe a contatto con la trasformazione. La rabbia è una di queste emozioni, e viene spesso fraintesa e mal utilizzata.

Spesso alle donne viene chiesta la repressione della rabbia: è vietato esprimerla per differenti motivi. Ve ne passo qualcuno vissuto in prima persona o ascoltato durante i racconti e le walkincoaching.  «Come sei brutta quando ti arrabbi» diceva sempre mia madre quando mettevo il broncio. «Sei fai i capricci Gesù piange. Una vera donnina non si arrabbia mai! Se ti arrabbi non ti vorrà nessuno» Queste frasi e molte altre vengono ripetute tutte le volte che c’è di mezzo la rabbia, prima dagli adulti che erano intorno a noi, e adesso dalla loro voce rimasta nella nostra mente come promemoria.

Vediamo ora come poter iniziare un cammino di inversione per osservare la rabbia da un altro punto di vista e vivere felici. In prima battuta mi viene in mente un passaggio che ho letto nel libro Donne che corrono coi lupi, dove l’autrice sostiene - con la mia totale approvazione - che per le donne è salutare provare rabbia o collera: aiuta a trovare modalità creative per combattere un’ingiustizia e provocare un cambiamento.

É deleterio e poco salutare bloccare la collera per non sentirla: anch’essa è maestra di vita se viene ben utilizzata. È sano invece avere reazioni profonde di fronte alla mancanza di rispetto, alla minaccia e all’offesa

Quando una donna ha difficoltà a esprimere rabbia per molto tempo, nell’attimo in cui si ritrova a sperimentarla ha due possibilità: nella prima diventa una tigre senza controllo mentre nell’altra la trattiene dentro di sé coinvolgendo il corpo fisico. Generalmente si decide per la seconda opzione, dannosa e invalidante e allo stesso tempo utilizzata per manipolare. Sembra quindi che non ci sia scampo, ma in verità non è così: c’è un altro modo di vedere la situazione ed è riconoscere la rabbia quando viene a galla, lasciandogli così il tempo per potersi trasformare.

La rabbia, come altre emozioni, è ciclica e periodicamente si affaccia nella quotidianità. È il passato che risale urlando e voglioso di essere riconosciuto per poter continuare il suo corso. Anche nella pulizia mentale più profonda, rimane sempre qualche piccolo residuo dimenticato che ci impedisce di vivere felici ed è questo il motivo per cui periodicamente va affrontata.

É un rituale igienico e liberatorio, perché conservare la propria rabbia oltre il tempo della sua maturata espressione significa riempire d’ansia il proprio corpo generando agitazione, impotenza di fronte alla vita, stanchezza, speranze che si infrangono e il fuoco che brucia ogni naturale forma creativa (Clarissa Pinkola Estés)

Anche per la rabbia c’è una soluzione. Ogni medaglia è composta da due lati e nel suo caso il lato opposto è la serenità che si raggiunge attraverso il perdono, un cammino tortuoso e ricco di insidie. D’altronde non possiamo arrivare in cima alla montagna senza fare un po’ di fatica. Inizieremo con un primo passo, sostenuti dalla voglia di veder accadere cose nuove, lasciando che il vecchio possa terminare il suo percorso e permettendo al nuovo di affacciarsi. É come un allenamento costante e conveniente per liberare l’energia bloccata nella rabbia trattenuta.

Se anche nel tuo passato c’è qualcosa che hai seppellito sperando di poterlo dimenticare, ora è il momento perfetto per recuperarlo e vivere felice. La rabbia, così come qualunque altra emozione che stai nascondendo, vuole essere riconosciuta, accettata e lasciata andare perché dietro di sé, nel suo rovescio, c’è un’intensa felicità che sta aspettando il tuo benvenuto.

Chissà se avrai voglia di unirti a noi il 13 settembre dalle 9:00 alle 13:00 per un Laboratorio dove scoprire come la rabbia possa diventare una buona amica. Se vuoi qualche informazioni in più la trovi qui   La rabbia come amica

 

https://www.spiritualcoach.it/appuntamenti/la-rabbia-come-amica-laboratorio-al-femminile-tratto-da-donne-che-corrono-coi-lupi