Lorena Atzori

Sono una donna che si interroga. 

Non ricordo quando ho iniziato, a volte mi sembra comunque da troppo poco, ma mi piace pensare che ognuna di quelle domande sia un seme. Qualcuno già diventato fiori e piante, mentre altri intanto mettono radici e aspettano la stagione giusta per crescere. Con in tasca una laurea in Filosofia e un master in Comunicazione, sono arrivata a Milano dalla Sardegna negli anni della “new economy” e delle “start-up”, dove tutti ci occupavamo di tutto. Così ho scoperto che più che a gestire progetti e clienti mi divertivo di più ad occuparmi delle persone. Dopo 5 anni di intensissimo lavoro, trovo un Master in Risorse Umane e mi rimetto in gioco, lasciando lavoro fisso e auto aziendale per un lavoro inizialmente precario, ma che mi piace di più.

Sin da subito mi rendo conto che l’esperienza precedente non è da buttare, anzi, arricchisce il mio ruolo di una capacità di comprensione più ampia che mi apre le porte di grandi multinazionali. Naturalmente ho ancora tanto da imparare e mentre lavoro ho la fortuna di continuare a studiare diversi strumenti e tecniche come il Myers Briggs Type Indicator, la PNL, l’Analisi Transazionale, la Targeted Selection e la Process Communication.

In concomitanza con la nascita di mio figlio Matteo, un altro cambiamento: chiude la filiale italiana dell’azienda per cui lavoro. Decido di fermarmi per un po’ e intanto fondo MaMi – Mamme a Milano, associazione no-profit per il sostegno alle donne, alle famiglie e alla genitorialità. Mi dedico alla start-up, all’accoglienza e faccio un corso da Doula.

Dopo qualche anno ritorno a lavorare in azienda, con un occhio sempre a MaMi che resta un’attività di volontariato, e inizio a studiare da Coach. Dicono che la maternità sia un master (sarebbe il terzo!) e io scelgo un lavoro part-time che mi consenta di seguire la crescita di mio figlio. E la mia. Perché intanto ho visto che c’è una parte di me che ho sempre coltivato in sordina, quasi di nascosto, che ha continuato a farsi domande, che preme e che mi spinge verso un diverso modo di esprimermi. Oltre alla certificazione da Coach, riprendo a studiare filosofia e metafisica (in particolare con Igor Sibaldi), approfondisco tecniche di coaching come la Multi Brain Integration e scopro e pratico la meditazione e lo yoga. Riprendo in mano la mia tesi di laurea sulla complementarietà dei ruoli maschile e femminile e la collego all’esperienza di MaMi e a quella dei gruppi di donne che frequento, nella meraviglia della consapevolezza e del potere del femminile. Con Lucia Merico scopro la lettura dell’ombra e le tecniche di LoveHealing®, che sento sin dal primo momento in totale affinità con me. Incontro “Un Corso in Miracoli” e mi accorgo consapevolmente che tutto questo percorso di scelte e cambiamenti, senza i quali non sarei arrivata qui, mi ha portato esattamente dove dovevo essere.

 

Essere Spiritual Coach® ora mi fa sentire l’armonia dell’integrazione di tutto questo.

Come Spiritual Coach® sento di poter offrire la mia esperienza e le mie competenze a chiunque voglia armonizzare e integrare la propria vocazione con il mondo in cui si è immerso finora. 

E viceversa, trovare nuovi contenitori e modi con cui il mondo aziendale possa offrire possibilità di espressione armonica alle persone.