DA FARE PER MARTEDì 22.12

22.12

Quando decidiamo di far nascere un nuovo paradigma, nasce anche una novità che porterà nuova linfa alla nostra vita. Non solo: questa linfa si estenderà a tutte le persone che incontriamo, contaminandole. Cosa ne faranno di questa contaminazione sarà una loro scelta. Ci sarà chi a sua volta la userà per ricucire situazioni, chi ne lascerà andare alcune per farne nascere di nuove e chi non farà assolutamente niente continuando la vita di prima.

Spostare la nostra attenzione da dove siamo per entrare in contatto con le infinite possibilità non è una passeggiata. Sarà forse questa la motivazione per cui a volte siamo pigri e impauriti nei confronti del cambiamento? Potrebbe essere. Come diceva lo zio di Spiderman “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” e non tutti siamo disposti a farcene carico.

Eppure tutti noi abbiamo spazi vuoti da riempire e spesso li colmiamo di speranze che ben presto rivelano la loro inutilità lasciandoci l’amaro in bocca

Il cerchio dell’illusione può essere interrotto quando smettiamo di conservare ciò che desideriamo nella speranza che rimanga con noi per sempre. Trattenere è come stringere le mani a pugno sperando di poter ricevere qualcosa. Ma le mani chiuse a pugno nell’atto del trattenere non possono ricevere nulla.

Mancano pochi giorni al Natale e puoi cominciare ad allenarti nel tenere le mani ben aperte per donare e ricevere non esclusivamente qualcosa di materiale. Puoi donare pensieri di abbondanza e amore, per esempio, o puoi allargarti un po’ prendendo in considerazione il perdono. Magari nella tua vita può esserci ancora qualcosa o qualcuno che ancora ti affligge e forse non hai considerato quanta energia regali ogni volta che ci pensi. È un legame che ti afferra e non ti lascia più. I pugni si stringono intorno a quella corda che vi unisce, troppo corta in verità e che ciascuno vuole tiare dalla sua parte.

In questo momento ho un legame di questo tipo che emerge da un recente passato e ne sto sentendo la stretta e la dipendenza. Se anche tu ti stai riconoscendo nelle mie parole, puoi unirti a me e insieme entrare nel perdono, che non è mai una scelta semplice ma certamente vantaggiosa quando riusciamo a riconoscere il prezzo che paghiamo nel non farlo.

Imparare la legge dell’amore e dunque del perdono vuol dire questo «ciò che do agli altri lo do a me stessa.» Nel mio caso do per lo più rabbia per non riuscire a gestire la situazione, che torna indietro rincarando la dose, in un cerchio infinito che solo io posso scegliere di interrompere.

Me lo voglio regalare un perdono come si deve per questo Natale. So che non sarà semplice, ma è certo sempre vantaggioso, un dono grandioso di liberazione che scelgo per me stessa

E comincio da qui: «La mente che non perdona è piena di paura, e non offre all’amore alcuno spazio per essere sé stesso, né luogo in cui spiegare le proprie ali in pace e levarsi in volo sopra al tumulto del mondo. La mente che non perdona è triste, senza la speranza di una tregua e della liberazione dal dolore. Soffre e dimora nella sofferenza, scrutando nell’oscurità senza vedere, eppure certa del pericolo che vi si annida.» (Un Corso in Miracoli)

Creare spazio dentro di noi per poterlo riempire con doni nuovi che ci verranno dati proprio da coloro che perdoniamo è un enorme regalo, per noi e per loro. Un nuovo Natale ci aspetta ora e si rinnova tutte le volte che scegliamo di perdonare.

Alleniamoci riempiendo d’amore ogni regalo che faremo. Riempiamo di benedizione le pietanze che cucineremo, le persone che siederanno alla nostra tavola, lo spazio che insieme occuperemo, ricordando che ciò che diamo agli altri lo stiamo dando a noi stessi.

La tua SpiritualCoach, Lucia