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come e meglio di perche
27 febbraio 2019

«Come» è davvero meglio di «perché» anche se quest’ultimo è quello che molte di noi preferiscono indagare quando sono nei guai. Partiamo da alcune domande:

  • Ti succede di gettare la responsabilità sugli altri per la difficoltà che stai vivendo?
  • Ti senti amareggiata e incompresa?
  • Pensi che gli altri sminuiscano le tue qualità e credi di dover portare il peso del mondo sulle tue spalle?

Se hai risposto sì almeno ad una delle domande, continua a leggere: stai entrando nel vortice del «sono vittima delle circostanze»

Primo fuoco da spegnere

 

Il vittimismo è un modo subdolo per non prendere decisioni. In ogni momento abbiamo la possibilità di uscire dalla condizione di vittimismo, anche quando le circostanze sembrano dimostrare il contrario. Se vogliamo interrompere il meccanismo della vittima, possiamo usare questa strategia.

 

Pensa a un episodio o una situazione in cui senti o hai sentito di aver subito un trattamento ingiusto o crudele. Fai una valutazione concreta aiutandoti con queste domande: «Se ci fosse qualcosa che posso guadagnare da questa situazione, cosa sarebbe? Qual è lo scopo di permettere a questa persona o situazione di fare di me una vittima? Ho la possibilità di scegliere: tengo testa a questa persona? Mi allontano? Cambio il punto di vista nel quale ho inserito la situazione?»

Scegliere la propria vita consapevolmente è un atto di forza e coraggio, e non intendo solo per alcune parti come le cose che ci piacciono o per le quali sentiamo di esserne le autrici. Intendo la scelta integrale della propria vita, che comprende le battute di arresto, i colpi bassi, le notti buie dell’anima, ogni bugia e falsità, ogni paura, i tradimenti: tutto! Quando prendiamo possesso della nostra vita diventiamo padrone delle emozioni, vivendo istanti di tempo presente: basta restare legate a un passato che non tornerà più, basta pensare al futuro con ansia e timore. Per consentire all’anima di manifestarsi e insieme ad essa manifestare il potere personale, è importante integrare tutto ciò che è accaduto nel nostro percorso di vita.

Da oggi possiamo dare una svolta alla vita smettendo di domandarci il «perché» degli accadimenti, sostituendoli con «quesiti nobili» come «Che valore posso trarre da questa situazione?» e inventandone di nuovi, adatti per le circostanze: «Come posso sperimentare più gioia e più amore in questo momento della mia vita?» Anziché pensare alle carenze, concentriamoci sull’abbondanza: «Come posso sentirmi ed essere più ricca?»

Possiamo rinforzare le nuove credenze ispiratrici ripetendole più volte, come queste per esempio:

  • Come e cosa posso fare per amarmi e apprezzarmi ancora di più?
  • Come e cosa posso fare per circondarmi di benessere e amore?
  • Quali valori posso aggiungere e rinforzare per una vita piena di felicità?

E mentre lo sguardo è dritto a un rinnovato benessere, vedo sento e percepisco qual è il dialogo interiore che emerge: se mi piace, lo rinforzo. Se distoglie l’attenzione dai pensieri nobili, ringrazio e vado oltre.

Eleanor Roosevelt ha scritto che

 

"nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso"

 

ed io sono d’accordo.

Ho scritto al femminile (sempre declinabile al maschile) perché voglio coinvolgere tutte quelle donne che ancora si sentono “vittime” delle situazioni. Amica mia, se vuoi vedere la situazione da un altro punto di vista, ti invito a Il Potere dell’Energia Femminile che terrò sull’Isola di Zante (Grecia) dal 13 al 20 Giugno 2019. Se sei interessata, ci sono ancora tre posti disponibili: il corso è a numero massimo di 14 persone.  Se ti ho incuriosita, qui trovi tutte le informazioni seminari/il potere dell'energia femminile

 

(Nella fotografia: Sandra durante Il Potere dell’Energia Femminile – IV Edizione – Formentera 2018)

Lucia Merico

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