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puoi cambiare se lo vuoi
20 febbraio 2019

Cambiare è nella natura umana. Quando fluiamo nel cambiamento, non c’è sofferenza. Resistere al cambiamento invece, crea sofferenza. E la cosa che più di tutte ci imprigiona in situazioni che minano la nostra salute mentale e fisica, è il credere di poter cambiare gli altri. E’ un credo pericoloso, a volte mortale che ci impedisce di essere libere.

Ho immaginato un dialogo interiore di una donna che si risveglia.

Mi hai attaccata e molte volte mi sono difesa, altre volte non l’ho fatto sperando che qualcosa potesse cambiare, che tu potessi cambiare. Questa volta non lo farò. Chiederò a quella parte di me che parla una lingua diversa e ancora sconosciuta, cosa c’è dietro al tuo attacco.

È una ferita che arriva dal passato: remoto. Tu l’hai solo riaperta e adesso sanguina e fa male. Mi pareva che la questione fosse chiusa quando ti ho incontrato, e per un po’ è stato così, fino al giorno in cui ho chiesto di più. Più amore, più attenzioni, più vita. A te lo stavo chiedendo, a te che non potevi sapere di cosa davvero avevo bisogno, che non mi potevi dare ciò che io stessa non sapevo riconoscere.

 

Hai fatto del tuo meglio e non ha funzionato. Per questo se mi attacchi stavolta non mi difenderò, ma mi domanderò cosa c’è dietro al tuo attacco

 

Ora comprendo che avevo paura, non importa quale, prendine una e andrà bene. Avevo giurato a me stessa che “mai più così”, che sarebbe stata l’ultima volta, e ci sono ricascata. Uscendo dall’etica che mi ero prefissata, ho dato il permesso ai bisogni e alle carenze di decidere per me. Ora lo so: se ti attacco perderò ancora un po’ della mia forza.

Se cercherai di ferirmi fisicamente o userai le parole con disprezzo mi allontanerò da te, perché questa volta voglio andare oltre il gioco brutale di “vittima e carnefice”.

 

Ho bisogno di rinnovamento

 

Se pensi che ti stia sfidando, forse il messaggio non è chiaro: ho deciso di guardare la storia da un’angolazione diversa, e dovresti farlo anche tu se lo vorrai. Voglio capire cosa c’è dietro. Voglio capire e non più subire. Ti lascio alle tue pazzie e mi guardo le mie, cercando di correggerle.

Stavolta non avrò paura di te: e neppure di me. Ti starò lontana, quel tanto che basta per sorprendermi: chi sono veramente e cosa davvero voglio? Se ti permetto di maltrattarmi, non ho amore per me e neppure per te. Se mi maltratti devo capire che forse una parte di me te lo ha permesso. Ma adesso non è più così.

Se mi maltratti, mi allontano da te in cerca di un modo per accogliere e perdonare. Mi allontano da te per avvicinarmi alla sconosciuta che ha vissuto fuori, sulla soglia di casa: ora sono pronta ad accoglierla. 

Scritta al femminile sempre declinabile al maschile.

Lucia Merico

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