CONOSCERE SÉ STESSI

1 giugno 2021
conoscere se stessi

Si parla spesso dell’importanza di conoscere sé stessi, un’esperienza intima e che durerà per tutto il resto della nostra intera esistenza in questo mondo. Ma che cosa significa davvero conoscere sé stessi è una domanda che mi hanno fatto molte volte. Ti dirò cosa vuol dire per me nella speranza che possa in qualche modo esserti utile.

In poche parole significa riunire il buio e la luce sotto lo stesso tetto

Vado ad approfondire. Un aspetto fondamentalmente sconosciuto è che gli accadimenti rispondono alla regola del libero arbitrio. Di per sé sono neutrali. Ciò significa che qualsiasi cosa accaduta, che sta accadendo o che accadrà in futuro potrebbe non essere sotto il mio stretto controllo ma è sempre sensibile a come decideremo di interpretarla.

Un brutto incidente di percorso può indebolire il corpo e anche la mente se lo decidiamo o diventare la nostra più grande opportunità

Qualche tempo fa una persona si è rivolta a me perché era decisamente confusa riguardo a ciò che le stava succedendo. La società per la quale lavorava stava riducendo il personale e le avevano fatto una proposta: andare a lavorare a Roma o il licenziamento. Considerato che abita a Milano insieme al marito e due figlie che non aveva nessuna intenzione di lasciare neppure per un giorno, rimaneva solo il licenziamento. E così fu!

La sua confusione partiva da una domanda: «Com’è possibile che sia potuto succedere nonostante le buone intenzioni, i pensieri positivi e tutte le tecniche che ho imparato e applicato affinché non succedesse? Non era mia la volontà di rimanere senza lavoro!»

Come darle torto? Non c’era corrispondenza tra la sua volontà di rimanere e l’essere licenziata. Almeno non era ancora evidente. Aveva detto sì a molte cose e la sua vita era diventata ordinaria routine che le dava una sorta di sicurezza. Quando iniziò a conoscere sé stessa capì che aveva detto sì a un mare di situazioni, compreso il lavoro che svolgeva da anni e che non l’appassionata più. Era un sì interiore così radicato che aveva preso forma anche all’esterno. Prendendone coscienza decide di dire basta, scoprire quale fosse la sua passione e cambiare lavoro. I suoi sì adesso erano rivolti a sé stessa e alla sua creatività. Cominciò a disegnare e cucire abiti su misura, oltre che per sé stessa e le figlie, anche ad altri. Cominciò coi parenti stretti, le amiche e infine qualche sporadica cliente.

Ogni volta era un successo e piovevano complimenti. Erano in tante a dirle: «Perché non apri un atelier?» Aveva il sostegno della famiglia che faceva il tifo per lei. Lo sognava di notte e di giorno, eppure continuava a dire sì al suo lavoro da dipendente. Ma a un certo punto la vita aveva accolto la sua potente intenzione e le stava dando la possibilità di scegliere: andare a Roma o essere licenziata.

Conoscere sé stessi è un tuffo nella profondità del nostro passato per recuperarlo e poterlo finalmente guardare da un altro punto di vista

Davvero non c’è niente che possa essere messo da parte perché inutile. La vita non conosce l’inutilità. È troppo rispettosa nei nostri confronti per considerarci inetti e incapaci di prendere decisioni. Qualunque individuo che abita questo pianeta possiede dentro di sé la motivazione e le capacità per guarire la sua vita e conoscere sé stessi significa ricordarlo.

Nessuno può chiedere a qualcun altro di renderlo felice, ma può permettere a sé stesso di esserlo e offrire all’altro ciò che ha ricevuto. Non possiamo dare ciò che noi stessi non abbiamo. Dare conoscenza è «essere» conoscenza partendo dalla persona che ci conosce più di chiunque altro: noi stessi!

Mi sono dilungata nella spiegazione perché è un argomento che mi sta molto a cuore. E ti dirò di più: sulla conoscenza di sé ho basato tutta l’attività di coach spirituale e dunque ogni corso e percorso, l’Academy SpiritualCoach®, le rubriche, gli articoli e l'intera comunicazione.

Siamo individui straordinari e in continua evoluzione. In quanto tali è indispensabile conoscere sé stessi per comprendere che in ogni situazione c’è sempre un sì che abbiamo fortemente voluto

E come ha scritto Troward, la legge fisica che regola il galleggiamento non è stata scoperta osservando gli oggetti che affondavano ma piuttosto quelli che restavano naturalmente in superficie e interrogandosi su come facessero a galleggiare.

La prossima volta che di fronte a una situazione complicata avrai voglia di lamentarti, ricorda che c’è una parte di te che forse ancora non conosci disposta a mostrarti un altro modo di guardare la situazione. E semmai non riuscissi da solo o volessi approfondire, non esitare a contattarmi.

Lucia lucia-gold

 

(Photo by Alex Iby on Unsplash