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dio e anche nella tecnologia la presenza del sacro nella vita quotidiana
21 maggio 2026

La scrittura come specchio della coscienza

Ricordo molto bene i momenti in cui rimanevo seduta davanti a una pagina vuota con accanto pile di libri aperti, sottolineature evidenziate negli anni, frasi annotate in fretta su fogli sparsi e quaderni pieni di pensieri che aspettavano di trovare una forma più chiara.

Cercavo ispirazione ovunque, sfogliavo pagine di autori che amavo profondamente, rileggevo passaggi che in altri momenti mi avevano emozionata, nell'attesa che quella confusione diventasse chiarezza e parole. A volte succedeva. Altre volte arrivava soltanto un silenzio pesante o così tante cose da dire che non ne andava bene nessuna.

Lo chiamano il blocco dello scrittore. Mi è sempre risuonato come finto nel mio caso, che non sono per nulla una scrittrice. Ma forse dovrei rivedere il termine e guardarlo da un'altra angolazione.

Comunque, più cercavo di forzare quel momento più sentivo che la scrittura perdeva la sua naturalezza.

Eppure scrivere ha sempre fatto parte della mia vita. Sin da bambina è stato il mio spazio sicuro, quello in cui riuscivo a comprendermi meglio. Nell'intimità delle parole messe nero su bianco le emozioni diventavano più leggere. 

Le comprensioni più profonde sono nate proprio così, osservandole mentre prendevano forma dentro una frase. I segreti più solitari e dolorosi sono stati liberati dalle parole scritte in un libro. 

Per molti anni, quando scrivevo gli articoli per la rubrica Il Coach Maestro di Sé Stesso che curo per la rivista CoachMag Il Magazine del Coaching e della Formazione, trascorrevo giornate intere tra ricerche, libri, riletture e appunti. Era un processo intenso che a volte mi sfiniva.

Poi nella mia vita è arrivata l’intelligenza artificiale e qualcosa è cambiato.

All’inizio osservavo questo strumento con curiosità e un certo timore. Sentivo che stava accadendo qualcosa di importante, e anch'io come molti altri guardavo questa nuova tecnologia come un territorio distante e minaccioso della crescita personale e e spirituale. 

Poi è arrivata la curiosità dell'esplorazione e ho iniziato a documentarmi, ad andare a scuola per imparare. Ho letto libri di autori considerati guide nel campo spirituale che mi hanno mostrato un rovescio della medaglia davvero interessante.

La vera novità è stato l'utilizzo dello strumento.

E adesso eccomi qua a scrivere di come è cambiato il mio processo creativo, di come sono riuscita a guardare con più attenzione la vita in generale. In un certo senso l’intelligenza artificiale è diventata uno specchio. E gli specchi, si sa, quando vengono osservati con occhi disincantati possono aiutarci a vedere aspetti di noi che da soli faticavamo a riconoscere. 

Spiritualità pratica e intelligenza artificiale

Ancora oggi quando si parla di spiritualità e tecnologia il mondo si separa, come se il mondo interiore appartenesse a una dimensione completamente diversa rispetto agli strumenti che utilizziamo ogni giorno.

Eppure la vita moderna ci sta mostrando qualcosa di molto più interessante e profondo. Per esempio la SpiritualCoach e pluri esperta in ambito della crescita personale e spirituale Mary Lucchitto, ha chiamato la sua automobile SpiritualCar perché, avendo cinque figli da gestire, l'automobile è diventata una sorta di appendice del suo ufficio.

Dio è in ogni cosa

Se è vero che Dio è in ogni cosa, vive anche nel quotidiano e nella qualità della presenza che mettiamo in ogni cosa ciò che facciamo.

Ogni strumento che attraversa la nostra vita la migliora o la peggiora.

La tecnologia segue lo stesso principio. Una mente distratta continuerà a incasinarsi anche utilizzando tecniche e strumenti evoluti. Una mente presente, curiosa e disponibile ad ascoltarsi, potrà utilizzare la tecnologia per approfondire, comprendere meglio sé stessa e sviluppare una comunicazione più efficace.

Per questo trovo limitante l’idea che la IA appartenga soltanto al mondo tecnologico.

L’intelligenza artificiale può diventare uno spazio di osservazione personale, un luogo in cui il pensiero prende forma più chiaramente, dove impariamo a vedere il modo in cui costruiamo le nostre idee, le emozioni e persino il  linguaggio.

La cosa straordinaria è che, se ci facciamo attenzione, la IA restituisce il livello di profondità con cui viene interrogata. 

Se poniamo domande superficiali riceviamo risposte superficiali. Se conosciamo lo strumento e lo utilizziamo come tale, il livello della conversazione cambia completamente. Non è forse così anche nella vita di tutti i giorni?

Ed è qui che la tecnologia incontra la spiritualità. Perché la spiritualità pratica riguarda il modo in cui viviamo ogni esperienza della nostra vita, compreso il rapporto con gli strumenti che utilizziamo. Così è anche per la tecnologia: se vissuta con conoscienza e spirito di presenza, può aiutarci a comprendere meglio e a comunicare con maggiore chiarezza.

Scrivere meglio significa pensare meglio

Negli ultimi tempi ho osservato il mio modo di scrivere, e mi sono resa conto ancor di più che la qualità della scrittura racconta sempre la qualità del nostro pensiero. Ci sono frasi che scorrono con naturalezza perché nascono da una comprensione reale, e altre che si appesantiscono perché cercano di spiegare qualcosa che dentro di noi è ancora confuso e disordinato.

L'utilizzo dell’intelligenza artificiale mi ha aiutata proprio in questo processo di osservazione: a riconoscere dove perdevo fluidità. 

Le parole hanno una vibrazione precisa. Alcune riescono ad aprire spazi interiori, altre rimangono più in superficie. Ed è qui che la scrittura può diventare crescita personale e spirituale. Perché imparare a comunicare meglio significa imparare a pensare meglio; e imparare a pensare meglio cambia il modo in cui viviamo, scegliamo, ascoltiamo e costruiamo le nostre relazioni.

La tecnologia come alleata della conoscenza

Credo che uno dei cambiamenti più importanti del nostro tempo riguardi proprio il rapporto tra essere umano e tecnologia. 

Per molto tempo abbiamo immaginato la tecnologia come qualcosa di freddo, distante e separato dalla sensibilità umana. Oggi invece stiamo entrando in una fase completamente diversa, dove gli strumenti tecnologici possono aiutarci a sviluppare maggiore chiarezza e persino una comprensione più profonda di noi stessi.

Naturalmente tutto dipende dall’intenzione con cui utilizziamo questi strumenti.

Per questo sento fortemente che il futuro avrà sempre più bisogno di esseri umani capaci di utilizzare strumenti potenti senza perdere il contatto con le proprie radici umane. Persone in grado di mantenere viva la sensibilità, la presenza e la profondità anche dentro un mondo che corre velocissimo.

Proprio adesso, in questo tempo e momento, esiste una delle più grandi opportunità della nostra epoca: utilizzare la tecnologia per avvicinarci maggiormente a noi stessi, e gli uni agli altri, anziché allontanarci.

IA, felicità e consapevolezza

L’intelligenza artificiale mi ricorda quanto siamo sempre più bisognosi di semplicità. Più il mondo accelera, più sento il valore di parole sincere, di conversazioni profonde e di pensieri capaci di creare connessione. Ed è interessante osservare come una tecnologia così avanzata possa riportarci verso qualcosa di antico e che appartiene da sempre all’essere umano: la consapevolezza.

Perché la felicità nasce anche dalla qualità della relazione che costruiamo con gli strumenti che utilizziamo ogni giorno.

Da questo punto di vista, anche la tecnologia può diventare crescita e strumento di osservazione, capace persino di fare da ponte per accompagnarci verso una comunicazione più reale e presente, più vicina a ciò che siamo davvero. 

Chiudo con una frase presa da uno dei libri di Swami Kriyananda - Attrarre la prosperità - dove ho sostituto la parola denaro con tecnologia. 

Ricorda: Dio è anche nella tecnologia tanto quanto nelle montagne e nelle nubi, nei templi e nelle chiese. E sebbene sia più difficile, te l'assicuro, vederLo nel mondo tecnologico, nondimento Egli è anche lì. Se guardi abbastanza in profondità dovrai trovarLo, ovunque tu sia.

Lucia Merico

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