Hai domande per me?

Dichiaro di aver preso visione dell’informativa privacy

I campi contrassegnati da * sono obbligatori

ia e lavoro chi sopravvive secondo il ceo di palantir
23 ottobre 2026

Ti è capitato di leggere la frase del CEO di Palantir Alex Karp? A marzo 2026 ha detto che esistono due strade sicure per avere un futuro nell'era dell'intelligenza artificiale: avere un mestiere pratico oppure essere neurodivergenti. Una frase tagliente, fatta per essere intitolata. E infatti ha fatto il giro del mondo.

Fermiamoci un momento insieme e guardiamola con calma per vederne l'utilità.

Che cosa dice davvero Alex Karp su IA e lavoro

Delinea due strade. La prima riguarda le professioni e competenze concrete come idraulici, elettricisti, carpentieri. La logica è semplice: l'AI cresce e servono data center, impianti, cavi, costruzioni e qualcuno che li realizzi. Un algoritmo scrive una relazione in pochi secondi, ma un tubo da riparare ha bisogno di una persona in carne e ossa.

Mi vengono in mente i giovani che oggi scelgono un mestiere da fare con le mani. Su Instagram seguo da tempo Aurora Cavallo cooker.girl una giovane donna che ha aperto da poco il Cooker Loft a Torino, un locale dove si fa comunità a partire dal cibo. Una scelta coraggiosa in un lavoro dove il risultato si vede si assaggia e si condivide. L'IA può dare una mano con i conti e coi social, ma il gusto l'accoglienza e la comunità che nasce a tavola restano suoi.

La seconda strada è la neurodivergenza. Karp parla per esperienza personale perché è dislessico, e racconta spesso quanto questo abbia influenzato il suo percorso. Persone con dislessia, ADHD o autismo hanno spesso un modo di pensare meno lineare, capace di trovare soluzioni dove gli altri vedono un muro.

Palantir ha perfino creato un programma dedicato: la Neurodivergent Fellowship, un programma di assunzione lanciato da Palantir, la cui iidea di fondo, secondo l’annuncio, è che un pensiero non lineare, riconoscimento di schemi e iperfocalizzazione siano tratti preziosi nell’era dell’intelligenza artificiale.

Che cosa c'è di vero

Molto, se il tuo lavoro consiste nel prendere informazioni riordinarle e restituirle in forma standard: l'IA è già un concorrente serio ed è meglio dirlo senza mezzi termini perché guardare altrove non aiuta nessuno.

È anche vero che il pensiero originale vale oro! Per anni chi funzionava in modo diverso si è sentito dire di adeguarsi e di rientrare nei binari. Oggi il mercato comincia a riconoscere che proprio quella diversità è una risorsa.

Se ti riconosci in questo prendi la notizia come un invito a fidarti di più del tuo modo di pensare.

Oltre le due categorie: il futuro del lavoro con l'IA

Dall'altra parte del mondo IA c'è Daniela Amodei cofondatrice di Anthropic con una teoria interessante: le materie umanistiche saranno più importanti che mai, perché le aziende cercano persone che sappiano  comunicare ascoltare mostrare empatia curiosità e gentilezza.

Due visioni opposte, e la verità sta probabilmente nel mezzo. Karp guida un'azienda di tecnologia e racconta il futuro dal suo punto di osservazione. Quello che serve davvero è avere qualcosa di profondamente tuo, che nessuna macchina può dare al posto tuo.

Può essere la manualità di un artigiano o un cervello che collega i puntini in modo originale. Può essere anche la presenza di chi sa sedersi accanto a una persona in difficoltà e restare lì in presenza e ascolto attivo, una qualità rara in un mondo sempre più automatizzato. E ciò che è raro vale.

Le tue istruzioni per il futuro

Cominciamo da una domanda: che cosa fai tu che una macchina fa peggio? Puoi scriverla anche in modo imperfetto, e poi coltiva proprio quella cosa con costanza, come cureresti una pianta.

Impara a usare l'IA come un attrezzo, un mezzo del tuo mestiere. Chi la usa con intelligenza si libera tempo per le parti più umane del proprio lavoro. Ignorarla significa rischiare di restare indietro rispetto a chi la usa e lavora con più chiarezza e meno fatica.

Respirare, osservare ascoltare senza fretta sono abilità che si allenano come un muscolo, e nell'era dell'IA faranno la differenza tra chi sopravvive e chi vive pienamente. 

Come la penso?

Karp ha il merito di aver detto la sua verità con parole semplici: il futuro premia chi ha una competenza vera e un modo di pensare tutto suo. Detto ciò trovo però che la lista dei “sopravvissuti” sia molto più ampia rispetto a quella che ha presentato.

Ci sono dentro gli artigiani ,le menti fuori dal coro e anche tutte le persone che portano nel lavoro calore ascolto e consapevolezza.

I futuri sono già in marcia e c'è un posto anche per te, a una condizione: scegliere con coraggio ciò che ti rende insostituibile e metterci tutto l'impegno che puoi.

Diamoci da fare!

Per approfondire

Se questo tema ti sta a cuore, trovi altre due letture sul blog: Intelligenza artificiale e spiritualità per riscoprire ciò che resta profondamente umano e Ama ciò che fai per trasformare il lavoro in un luogo di crescita.

Vuoi continuare il percorso insieme a me? Ci vediamo tutte le mattina al Caffè della Consapevolezza, nei percorsi della SpiritualCoach Academy e nel seminario Lovehealing. Oppure

CONTATTAMI

 


 

Fonti

Articolo su Yahoo Finance

Money.it: Lavoratori manuali e neurodivergenti, chi sopravvivrà all'era dell'A

Credit Photo Fortune.com

Lucia Merico

online

Come posso esserti d'aiuto?

Scrivi un messaggio
brand-whatsapp

Ultimi eventi