Hai domande per me?

Dichiaro di aver preso visione dell’informativa privacy

I campi contrassegnati da * sono obbligatori

la dipendenza spirituale
10 febbraio 2026

La dipendenza spirituale

La spiritualità nasce come via di apertura, di comprensione profonda e d'incontro con una parte di noi che è sempre stata e sempre sarà la nostra eredità naturale. Ha nomi differenti che abbracciano figure divine e appellativi che riflettono la crescita interiore.

Di fatto tutto ciò che si riferisce alla spiritualità potrebbe avere come sinonimo libertà, intesa come capacità di scegliere e decidere quale direzione prendere nella vita. 

Eppure spesso prende una piega diversa e si trasforma in una forma sottile di dipendenza, spesso ben sistemata in un vestito fatto di parole luminose e promesse di salvezza, meglio se veloce.

È un fenomeno diffuso, umano, comprensibile, e per questo merita attenzione.

Da dove parte la dipendenza spirituale

Prende forma quasi sempre da un punto sensibile di dolore, dalla confusione o da una ricerca di risposte nei confronti dei misteri della vita. Ed è qui che l’essere umano cerca in tutti i modi di fuggire da quella stretta.

In quel momento la spiritualità può diventare un rifugio potente, un luogo dove trovare soluzioni, sentirsi accolti e compresi. E questo va bene, tanto per cominciare.

Il passaggio verso la dipendenza avviene quando il centro si sposta dalla sua sede naturale (da te stesso) e l’ascolto interiore lascia spazio all’attesa di una risposta esterna. Anche la fiducia si appoggia a un metodo, a una persona, a un rituale ripetuto in modo automatico.

L’esperienza diretta viene così sostituita dall’interpretazione altrui, e la responsabilità personale si ammorbidisce fino a diventare delega: deleghiamo alla tecnica, allo strumento, al maestro di turno la facoltà di cambiare la nostra vita. 

In questo clima si sviluppa una spiritualità che rassicura, che protegge, che promette. E funziona, almeno per un tratto di strada. Come dire no quando ci vengono offerte senso di appartenza e nuove direzioni? 

Il rischio emerge quando questa struttura viene irrigidita da regole imposte: l’identità spirituale diventa un’etichetta, l’esperienza perde centralità e il percorso smette di crescere insieme alla persona.

Come si sviluppa nel tempo

Si cercano conferme continue, aumenta la paura di sbagliare strada senza una guida esterna, e si ripetono pratiche che vengono pian piano svuotate della loro energia e vitalità.

La spiritualità diventa così un dovere, un ruolo, a volte persino una maschera da indossare secondo necessità.

Nelle attività formative e nei percorsi di crescita succede quando l’insegnamento resta uguale a sé stesso, e la persona viene adattata al metodo, invece del contrario. Succede anche quando le domande personali vengono messe da parte e al loro posto arrivano risposte già pronte, mentre l’esperienza vissuta dalla persona passa in secondo piano rispetto alle spiegazioni teoriche.

Anche nelle esperienze personali il meccanismo è simile. Si leggono molti libri, si frequentano corsi, si accumulano tanti strumenti, e proprio l’accumulare dà una sensazione di movimento, mentre dentro qualcosa comincia a stagnare.

La spiritualità, che dovrebbe portare nuova energia, finisce per anestetizzare i sensi.

Una spiritualità che porta libertà e valore

Esiste un’altra direzione possibile, concreta e accessibile, che invece di sostituire rafforza e accompagna in armonia e fluidità.

Questa forma di spiritualità mette al centro l'individuo e in primo piano tutte le sue esperienze.

Ogni pratica diventa uno strumento temporaneo, utile finché serve. E anche gli insegnamenti stimolano discernimento, presenza e responsabilità. Il focus resta sulla persona, sul suo ritmo e sulla sua capacità di ascolto.

Nelle attività formative è un invito alla personalizzazione delle tecniche, che vengono offerte come possibilità. L’uso creativo viene incoraggiato e l’errore trova spazio come parte del processo. 

L’obiettivo è formare persone capaci di stare in piedi da sole, di scegliere, decidere e adattare ciò che apprendono alla vita reale. Oppure no.

Nell’esperienza personale questa spiritualità si riconosce da uno sguardo sul mondo più ampio e, di conseguenza, un aumento dello spazio interiore. Cresce la fiducia nelle proprie percezioni e ogni scelta assume prima di tutto uno scopo ben preciso. In questo ssenso, la pratica sostiene la quotidianità e si intreccia con tutte le relazioni.

Diventare Maestri di Sé Stessi significa proprio questo: usare ciò che impariamo a generare quell'autonomia necessaria alla libertà di scelta.

E una persona libera interiormente trasmette valore senza bisogno di convincere, semplicemente col suo modo di stare al mondo.

L'invito concreto

Il cuore del lavoro che porto avanti nella SpiritualCoach Academy è anche questo: un luogo di formazione e di esperienza dove la spiritualità dev'essere personalizzata per mantenere la sua creatività.

Qui le tecniche vengono insegnate per essere usate fino al loro assorbimento, e poi lasciate andare quando non servono più. L’attenzione è sempre e solo alla persona, alla sua capacità di ascolto e alla responsabilità di creare la propria strada.

Una spiritualità che spinge alla libertà interiore genera un futuro fatto di persone presenti, autonome e consapevoli.

E per la SpiritualCoach Academy appresenta il valore più grande che possiamo offrire al mondo, oggi e nel tempo che verrà, sia nella crescita personale che nella crescita spirituale.

 


 

Per ricevere informazioni sul Programma 2026

CONTATTAMI

Lucia Merico

online

Come posso esserti d'aiuto?

Scrivi un messaggio
brand-whatsapp

Ultimi eventi