
Qual è la maniera migliore e più efficace per tenere sotto controllo le persone? La paura. Kenneth Wapnick, che ha insegnato e integrato i principi di Un Corso in Miracoli nella sua pratica di psicoterapeuta, i cui insegnamenti vengono utilizzati nel percorso della SpiritualCoach Academy, ha scritto che
per far fare a qualcuno quello che vuoi, non c’è modo più potente al mondo che far sentire quella persona in colpa. Se vuoi che qualcuno faccia qualcosa, fai sentire in colpa quella persona e quella persona farà ciò che vuoi. A nessuno piace sentirsi colpevole.
Colpa e paura seguono la stessa linea di condotta. Inoltre la paura muove anche l'economia. Parliamo dei corsi di crescita personale e spirituale, per esempio.
Spesso mi dicono che il percorso è caro, che i residenziali al femminile sono cari, e ogni volta sento che dietro quella frase non c’è solo una valutazione economica, ma qualcosa di più profondo che riguarda il valore percepito, la paura del cambiamento e la disponibilità reale a scegliere se stesse
È una domanda provocatoria, e proprio per questo merita di essere osservata per bene, perché dentro ci sono tanti livelli diversi, e non tutti immediati da riconoscere.
La paura ha sempre avuto un potere enorme nelle relazioni, nelle famiglie, nei gruppi, nel lavoro, nella società, perfino nei processi di acquisto, perché quando una persona ha paura tende a proteggersi, a chiudersi, a rimandare. Oppure a cercare qualcuno o qualcosa che le dia l’illusione di sentirsi più al sicuro.
Anche la colpa agisce in modo profondo perché tocca una parte fragile e umana, quella che teme di non essere abbastanza, di non fare abbastanza, di non meritare abbastanza.
Per questo è così facile usare la colpa per spingere qualcuno a scegliere, a cedere, a dire sì, a fare qualcosa che forse in un altro stato interiore non farebbe. Ed è anche per questo che nel mondo della crescita personale e spirituale bisogna essere molto vigili, poiché il confine tra accompagnare una persona verso una scelta e premere sulla sua ferita può diventare sottile.
Quando qualcuno sostiene che un percorso o un residenziale al femminile è troppo caro, spesso sembra che stia parlando solo di denaro. Ma non sempre è così.
A volte quella frase parla di priorità, altre di paura del cambiamento o del timore di investire su di sé e poi doversi davvero vedere senza più i veli di protezione delle vecchie convinzioni.
Ci sono momenti in cui il denaro è davvero il tema centrale, e altri in cui il prezzo diventa il modo più semplice per nominare una resistenza nascosta molto profondamente.
Il più grande esperto di vendita del mondo, almeno secondo me, non risponderebbe facendo leva sulla colpa e non direbbe mai a una persona che se non compra allora non si ama abbastanza, non crede in sé o non vuole guarire davvero. Quello è un modo piuttosto facile per ottenere una reazione, Ma non è il modo trasparente per accompagnare una scelta.
Una risposta davvero autorevole sta nella capacità di riportare la conversazione dal prezzo al valore: dalla paura alla verità.
Prendiamo ad esempio il residenziale al femminile La Danza della Vita che terrò dal 4 all'11 giugno sull'ì'Isola di Linosa. A chi mi dice che è troppo caro, che il periodo non è adatto e cose del genere, rispondo di guardare meglio ciò che sta valutando.
Un percorso trasformativo non è un prodotto da consumare in fretta. E di certo un residenziale non è semplicemente un fine settimana fuori porta, perché dentro ci sono mesi di preparazione, presenza continua, esperienza, guida, spazio protetto, lavoro interiore, energia, ascolto, confronto, costruzione di nuovi ponti interiori per nuove strade da percorrere.
C’è dentro qualcosa che non si misura solo in termini economici, ma soprattutto nella qualità dell’esperienza e nel valore che quell'esperienza può avere nella vita di una persona. Non tutte le proposte sono per tutti, e non siamo sempre preparati per quel momento.
Ci sono donne per cui un certo percorso rappresenta una chiamata reale e altre per cui oggi non lo è, e questa non è una sconfitta, è semplicemente onestà.
Quando una persona riconosce davvero il valore di ciò che ha davanti, l’investimento assume un significato completamente diverso, e smette di essere solo una cifra.
Forse la domanda più vera non è nemmeno quanto costa, ma
quanto costa a una persona continuare a rimandarsi, restare ferma nello stesso punto, aspettare sempre un tempo migliore per ascoltarsi davvero, rinviare ancora quel passaggio interiore che sa di avere bisogno di fare.
Questa è una domanda da lasciare rispettosamente aperta, perché ci sono verità che ognuno può incontrare solo dentro di sé.
Chi fa questo mestiere ha la grande responsabilità di non usare la ferita per vendere, ma di parlare alla parte più vera e più dignitosa delle persone. La paura può muovere, la colpa può dare la spinta, ma una scelta consapevole nasce nel momento in cui una persona sente, vede o percepisce che non sta comprando per sentirsi meno sbagliata.
Sta scegliendo perché riconosce il valore di ciò che la chiama.
Ed è proprio qui che si sente la differenza tra chi vuole solo convincere e chi invece vuole accompagnare davvero.
Non sono interessata a dei sì mossi dalla colpa o dal sentirsi difettose: non ne voglio di donne così nei miei residenziali al femminile!
Per i miei residenziali dal femminile, per i laboratori e per il percorso della SpiritualCoach Academy, voglio donne e uomini che sentano di potersi scegliere diversamente, che hanno il desiderio di conoscere sé stessi, e la volontà di portare questa conoscenza nel loro mondo personale.
È da lì che nasce la trasformazione più profonda. Ed è anche da lì che nasce una vendita pulita, autorevole e soprattutto piena di umanità.
dal 4 all'11 Giugno 2026 sull'Isola di Linosa
Laboratorio al femminile in presenza con beneficienza - 26 Aprile 2026
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