consapevolezza e tradimento

22 ottobre 2019
consapevolezza e tradimento

È lungo questo caffè della consapevolezza e parla di tradimento. Quanto è doloroso un tradimento? Non parlo solo di lui che tradisce lei e viceversa, lo intendo in generale nella vita. Ma cosa c’è davvero dietro un tradimento? Andiamo a scoprirlo insieme e lo facciamo con una storia. 

C’era una volta e adesso c’è ancora, una donna che faticava a riconoscersi meravigliosa. Un’anima splendida, molto preparata professionalmente, ma che credeva ancora troppo poco in sé stessa. 

Passava le sue giornate mostrando e facendo, facendo e mostrando e aveva creato intorno a sé una rete di connessione con le persone che le garantiva sicurezza e stabilità. Era riconosciuta, le sue idee venivano prese in considerazione, era così disponibile che non diceva mai di no a chi le chiedeva un favore. «Ci sarebbe da fare questo … Stasera dovresti fermarti un po’ di più perché tizio non può … Dovresti andare tu a quell’appuntamento perché io ho un altro impegno …» e lei rispondeva: «Va bene, non preoccuparti. Ci sono io!» Le persone intorno a lei quanto erano accomodate per bene, si facevano parecchio i fatti loro, e lei sempre più indaffarata.

Un giorno si sveglia e capisce che non ha bisogno di approvazione per essere amata. Sta diventando adulta finalmente e può scegliere di dare a sé stessa tutta l’approvazione che desidera. Il vaso del bisogno che prima riempiva con i “va bene, non preoccuparti ci sono io” era stato svuotato e lo stava finalmente riempiendo con riconoscimento del suo valore e tanta soddisfazione da celebrare. Era cambiata e come succede sempre quando cambiamo, era cambiata la situazione intorno a lei.

E qui comincia il disastro del tradimento! Chi prima si nutriva dei suoi “va bene” adesso affamato vaga alla ricerca di un sostituto e quindi la mette da parte e trova qualcun altro che possa far fronte al suo bisogno.

«Tradimento!» grida la donna che crede ancora di aver bisogno di approvazione.

«È la logica conseguenza dell’amore per te stessa» le sussurra la Voce Amorevole che dimora in lei. «Hai fatto tutto da sola. Nessuno ti ha costretta ad abbassare la testa. Ora che la tua testa si è alzata puoi guardare l’intera situazione e capire che è sempre stata tua la scelta. Sei libera!»

Ti ritrovi nella storia? Di fatto andiamo e torniamo dalle situazioni in assoluta autonomia, mossi dai nostri bisogni e dalle carenze. Addossiamo agli altri la responsabilità di renderci felici, li osanniamo, li rendiamo i nostri idoli per poi scagliarci contro di loro quando non ci danno più quello che vogliamo e come lo vogliamo. 

Non si scappa da questa dinamica. Rendiamo “speciali” le persone intorno a noi e gettiamo su di loro la responsabilità di renderci felici, di darci quell'approvazione che non ci hanno dato mamma e papà o la maestra o chissà chi altro, e così non entriamo mai veramente nel#leradellafelicità. 

Il risveglio non è piacevole al primo impatto. Da troppo tempo abbiamo gli occhi chiusi e aprirli improvvisamente può essere doloroso, ma lo possiamo fare, gentilmente, un po’ alla volta. È necessario farlo se vogliamo essere liberi. Se vogliamo integrare i nostri bisogni, li dobbiamo prima riconoscere. La vita non richiede mai sacrifici, al massimo piccoli sforzi ai quali noi e solo noi possiamo rispondere liberamente. Ma questa è un’altra storia … Vado a prepararti il caffè.

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