CONSAPEVOLEZZA E INDIFFERENZA

26 novembre 2019
consapevolezza e indifferenza

Sono certa che almeno una volta nella vita hai usato la parola «indifferenza» per staccarti e prendere le distanze da una situazione. Se ti va di prendere un caffè con me, stamattina ti racconto una storia vera, perché ti voglio mostrare il vero volto dell’indifferenza.

Tempo fa incontro un caro amico che non vedevo da tempo. Sapevo che la sua relazione durata parecchi anni, era finita da qualche mese, e gli chiedo di raccontarmi come sta. Usando parole di sofferenza, conclude con questa frase: «… ora che tutto è finito, quando penso a lei provo solo indifferenza» Mi sembra un po’ deluso, triste e arrabbiato come se la questione fosse ancora viva dentro di lui e comprendo che l’etichetta dell’indifferenza è una protezione in cui si sta infilando per fuggire dalle emozioni che prova, nella speranza che la situazione possa migliorare.

L’indifferenza è un sentimento dal significato ingannevole che racchiude dentro di sé una pozione che ci rende ciechi e sordi di fronte alla sofferenza. La ferita sanguina ancora, ma facciamo finta che non sia così

In realtà, se ascoltiamo con attenzione ciò che produce, ci possiamo accorgere di quante emozioni sono racchiuse nella stretta morsa dell’indifferenza: rabbia, paura, odio, vendetta, e tutte con un unico fine, quello di mantenere viva la situazione.

Così come è impossibile passare un giorno intero su un piede solo, è altrettanto impossibile rimanere indifferenti di fronte alla vita, perché è tutt’altro che indifferente

Vivere significa lasciarsi avvolgere dalle emozioni, entrando nelle loro sfumature che variano dalla paura all’amore, in andata e ritorno. La vita è fatta di alti e bassi, in un’onda emozionale sempre attiva, alla quale a volte crediamo di poter essere indifferenti. Lo facciamo forse per prendere un po’ di respiro, ma se ascoltiamo con attenzione è la sofferenza che ha l’ultima parola.

Mentre lo abbraccio per salutarlo, lo tengo stretto a me e gli offro la capacità di aprire la sua mente e il suo cuore alle emozioni e di sentire come ci si sente liberi a lasciarle scorrere dentro di sé, e lo voglio per lui e per me. Lo ringrazio per avermi fatto ricordare e accorgere.

Ogni incontro è davvero santo. Ho visto lui come me stessa.

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