CONSAPEVOLEZZA E STRAORDINARIETA'

23 novembre 2019
consapevolezza e straordinarieta

«Straordinario» è considerata una parola imbarazzante dalla maggior parte delle persone. Siamo entusiasti quando la diciamo e spesso imbarazzati nel sentircelo dire. Scoprire la propria straordinarietà, a volte, è un carico emozionale non indifferente. La questione non è quando te lo dicono, che a volte potrebbe sembrare solo un complimento. È quando compiamo i passi verso la nostra straordinarietà e andiamo oltre le pesanti porte delle convinzioni, del credere di non essere all’altezza o di non potercela fare.

Preferiamo l’ordinario, la normalità, l’essere inseriti in un contesto che contempla più persone che soffrono del nostro stesso problema. Vorremmo risolverlo. Già: “vorremmo”. E poi, quando lo risolviamo, ci sentiamo sganciati da quel gregge che ci aveva contenuti per tanto tempo

Passare dal “normale” allo “straordinario” è come imparare nuovamente a respirare, come salire su una montagna molto alta e sentire l’aria che si fa sempre più rarefatta

La vita non è normale e neppure scontata. È straordinaria! Ogni momento è straordinario davvero, ogni respiro lo è, solo che l’abitudine lo ha reso … normale. Eppure quel respiro che entra ed esce dal nostro corpo è degno di nota e attenzione: fa la differenza tra essere vivi o morti. Non è dunque straordinario?

Facciamo esperienza oggi della straordinarietà ponendoci alcune domande che ci possono aiutare a far emergere le nostre migliori risorse per affrontare la giornata. Usiamole senza condizioni, come fosse un atto di fede: io lo farò! Usiamo l’abbondanza delle parole nel rispondere e verifichiamo cosa accade nel corso della giornata. Ecco le domande:

Per cosa sono grat*?

Qual è l’impegno che mi prendo oggi?

In quale modo farò la differenza?

Sono infinite le possibilità di essere felici racchiuse in ogni giorno e spesso passano sotto i nostri occhi senza che ce ne accorgiamo. Le diamo per scontate! Accorgerci per accoglierle fa la differenza e sapete perché? Una grande felicità è composta da istanti, uno vicino all’altro.

Vado a bere il mio straordinario caffè, preparato con amore da chi stamattina si è svegliato con me di buonora e mi ha chiesto: «Hai dormito bene?» E anche questo non è scontato.

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