CONSAPEVOLEZZA E LA FIERA DELLE INFINITE POSSIBILITÁ

24 febbraio 2020
consapevolezza e la fiera delle infinite possibilita

Bevo il primo caffè del mattino. È molto presto e penso alla situazione che si è creata da qualche tempo. Ho paura. Mi sembra di essere in guerra. Ieri mattina mentre percorrevo il breve tratto che da casa porta al centro della piccola comunità dove vivo, ho incrociato due auto. Nessuno che si allenava a piedi o in bicicletta. Nessuno che portava a spasso il cane.

Non era il silenzio pacifico di una domenica mattina presto. Percepivo il vuoto della paura, come se un enorme punto di domanda si fosse posato improvvisamente sull’intera comunità. Anche durante le pause del corso Vivere i Miracoli - tutto al femminile come spesso accade - l'intero gruppo ha notato un silenzio sordo, pesante, come di attesa. Ma non di un’attesa bella. Come quando aspetti una notizia ma nella testa c’è un ronzio di pensieri cupi, sospesi in aria. Ti è successo qualche volta?

Ho dovuto ragionare su cosa farne di una giornata simile. «Su cosa mi concentro adesso? Sulla paura o sull’informazione? Ingoio quello che mi dicono tappandomi il naso per non sentire nessuna puzza o mi concentro sul comprendere cosa accade?»

Dunque: prima di tutto osservo i miei pensieri. Mio Dio, non pensavo di averne di così brutti e catastrofici dopo anni di allenamento! Tiro un sospiro di sollievo e mi dico che sono umana, e meno male! Posso godermi questo mondo ancora per un po’. Certo, quello che vedo, sento e percepisco non mi piace molto, ma lo posso migliorare partendo da me, osservando il conflitto che ho nella mente e scegliendo di nuovo.

NULLA CAMBIA SE NON CAMBI NULLA

Sento una musica che viene dalla piazza. È carnevale. Ma non avevano fermato tutte le manifestazioni? Alessandra dice che è la canzone dei Ricchi e Poveri Mamma Maria. Mi viene da ridere e lo facciamo insieme! La piazza si anima di persone che escono dal bar chiacchierando. Una coppia con tre cani cammina sotto i portici, non resisto e chiedo l’età. Penso a Tommy che se né andato quasi un anno fa, ma continuo a sorridere. È ritornata la vita, dentro e fuori di me.

Proprio un attimo fa ho aperto le persiane del portico di casa e mi sono fermata incantata a guardare i colori dell’alba e mi son detta: «Se dovessi cadere ancora nella trappola della paura, ringraziala perché ti sta permettendo di scegliere di nuovo»

La faccenda è seria, ne sono consapevole. Sarò cauta nel muovermi, ma mi muoverò. Ascolterò con moderazione le notizie. Qualche integratore ad hoc, un’alimentazione sana, letture belle e se i pensieri non saranno felici, ricalcolo e ricomincio. Basterà? Lo scoprirò solo facendo. 

Nel frattempo condivido con te un pezzettino della lettura di questa mattina nella speranza che anche tu possa trovare la serenità.

Tu sei come Dio ti ha creato, e così ogni cosa vivente che vedi, indipendentemente dall'immagine che vedi. Ciò che vedi come malattia, dolore, debolezza, sofferenza e perdita, non è che la tentazione di percepirti indifeso e all'inferno. Non cedere a ciò e vedrai ogni dolore, in ogni forma, ovunque accada, svanire semplicemente come foschia al sole. É venuto un miracolo a guarire il Figlio di Dio e a chiudere la porta sui suoi sogni di debolezza, aprendo la via alla sua salvezza e alla sua liberazione. Scegli di nuovo cosa vuoi che sia, ricordando che ogni scelta che fai stabilisce la tua identità come la vedrai e crederai che sia. (Un Corso in Miracoli)

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