9 Novembre 2020
consapevolezza e unione

Da qualche tempo ho aperto una pagina al femminile su Facebook - Storie di donne che corrono coi lupi - che si ispira al libro di Clarissa Pinkola Estès. È uno spazio di condivisione aperto anche agli uomini dove ciascuno porta il proprio valore e pensiero. Ieri ho pubblicato un post con la foto di Kamala Harris, neo eletta vice presidente degli Stati Uniti, e alcuni commenti hanno stimolato il caffè della consapevolezza di oggi. Sono pensieri in libertà che voglio condividere con te, e come sempre mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.

La prima riflessione è che vogliamo la libertà e poi non la sappiamo dare. Se manteniamo un profilo basso, rimaniamo in un profilo basso. Se denigriamo, resteremo contaminati dallo svilimento. La libertà che spezza davvero il cerchio della mediocrità in ogni sua forma è fatta di fiducia che le cose possono cambiare, pensieri vitali e potenti e azioni quotidiane e concrete, al femminile tanto quanto al maschile.

Possiamo parlare davvero di evoluzione quando mettiamo in comunione mente corpo e spirito. A volte abbiamo bisogno di ribellarci per andare oltre, e questo va bene. Diventa inutile e anzi deleterio quando continuiamo nella ribellione senza prenderci il tempo di riflettere: c’è forse un altro modo oltre a questo per liberarmi?

Mettiamo continuamente etichette sugli altri e sapete perché? Per poter vedere con più chiarezza cosa possiamo migliorare nella nostra vita in quel momento. In Un Corso in Miracoli c’è una frase a cui faccio riferimento quando mi perdo nel giudizio che condanna, ed è questa: Quando incontri qualcuno, ricorda che è un incontro santo. Come vedrai lui, così vedrai te stesso. Come tratterai lui, così tratterai te stesso, Come penserai di lui, così penserai di te stesso. Non dimenticarlo mai, poiché in lui troverai o perderai te stesso.

Parole da agire, e non è facile quando lo specchio di fronte a noi è così accecante da farci girare dall’altra parte. Presi come siamo nelle nostre piccole guerre interiori, vogliamo che anche gli altri provino ciò che noi stiamo provando.

Tirare in basso chi si sta innalzando è pericoloso per la nostra evoluzione. Sostenerli invece innalza anche noi

Un cambio di paradigma planetario come quello legato al femminile e al maschile non è mai una passeggiata. Siamo ancora pieni di inganni nei quali affondano le nostre radici. Se fossimo alberi sarebbe un casino! Ma non siamo alberi: possiamo radicarci in convinzioni che portano valore non soltanto a noi, ma all’intero pianeta.

Secondo me il risveglio sta nel comprendere che non ci sono né vincitori né vinti. La relazione tra maschile e femminile non è una conquista, bensì il riconoscimento e l’espressione di una discendenza divina che è l’eredità naturale di ogni essere vivente. Le differenze dovrebbero arricchire e non dividere. Molti di noi stanno lavorando a questa ristrutturazione e non bastano i bei pensieri, ci vogliono le azioni da compiere singolarmente nel nostro piccolo angolo di mondo.

Al femminile? Al maschile? Mai staccati ma uniti, sono i principi che generano ogni forma di vita su questa terra. La dualità in ogni sua forma può essere generativa e anche distruttiva: dipende sempre qual è lo scopo per cui la utilizziamo

Il problema è sempre accompagnato dalla soluzione, la notte apre le porte al giorno, le stelle brillano perché la notte fa da sfondo. La natura ci mostra che l’unica forma di vita è l’unione e che la separazione è la morte della consapevolezza. Iniziamo da ora a fare un passo indietro rispetto a ciò che abbiamo sempre fatto, e domandiamoci se c’è un altro modo per vedere ciò che stiamo osservando. È un piccolo passo verso la vera libertà. Ma questo è solo il mio pensiero.

La tua SpiritualCoach, Lucia lucia-gold

Lucia Merico

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