Consapevolezza e Vittimismo

19 ottobre 2019
consapevolezza e vittimismo

Stamattina ti racconto una storia. C’era una volta il vittimismo. Era il mio amico prediletto che chiamavo a rapporto ogni volta che volevo affetto e attenzioni. La nostra relazione durava da tanto tanto tempo e non esagero se dico che siamo cresciuti insieme. All'inizio era bellissimo con quell'aria nobile, un cavaliere che sapeva come riportare armonia nella mia vita tutte le volte che desideravo essere riconosciuta. 

Poi un giorno è sparito, all'improvviso. Non saprei dire com'è avvenuto. So che il vittimismo non c’era più e al suo posto è arrivato il lamento, ma non era la stessa cosa. Mi lamentavo per le ingiustizie e per un sacco di cose, e anche bene, più e più volte al giorno ma non riuscivo a ottenere il risultato che speravo. Finché un giorno una donna saggia mi fece notare che il mio lamento era vittimismo travestito: e sono rimasta sbalordita! 

Com'era possibile? Io, una donna forte e indipendente pronta a sostenere tutto e tutti e a battersi per le ingiustizie come potevo usare il vittimismo per ricevere attenzioni? Solo quando ho iniziato ad accettare questa parte di me ho potuto vedere chiaramente i risultati, e a quel punto ho scelto di sostituire il vittimismo con l'assunzione di responsabilità.

Il risveglio del proprio potere personale è fatto di scelte e decisioni, che comportano inevitabilmente una trasformazione. Siamo rallentat* e impedit* nel percorrere la vita quando trasciniamo pesi morti, e il vittimismo prima e il lamento poi erano diventati pesanti da portare in giro. Decidere di interrompere una relazione - che sia con un’emozione o con una persona fisica è la stessa cosa – non è mai una scelta facile ma è sempre necessaria se vogliamo entrare nel’#eradellafelicità.

Sono grata al mio vittimismo poiché mi ha permesso di trovare #unaltromodo per vivere la vita ed ora ogni volta che si affaccia con vigore insieme al lamento, li accolgo e ringraziandoli permetto loro di scegliere un'altra strada.

Se concediamo a qualcuno o a qualcosa di influenzare in qualche modo la nostra esistenza, gli permettiamo di toglierci il potere e la pace interiore. La forza è dentro di noi, nel nostro cuore e nella Mente Una. Quando seguiamo il nostro sentire, non abbiamo bisogno di riconoscimenti o conferme esterne per esprimere il nostro valore. È un diritto di nascita e niente e nessuno ce lo può togliere, a meno che tu non gli diamo il permesso di farlo.

E tu, quale decisione prenderai oggi per vivere la tua giornata? L’affiderai al vittimismo e al lamento o sceglierai di accorgerti? Mentre pensi alla tua risposta, ti preparo il caffè.

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