CONSAPEVOLEZZA, BURATTINO E BURATTINAIO

24 dicembre 2019
consapevolezza burattino e burattinaio

Oggi ti voglio raccontare la storia di un incontro avvenuto una mattina presto di fine primavera, mentre prendo un caffè sotto il portico di casa. Il silenzio è appagante e me lo sto godendo, quando sento dei passi nel vialetto. «Chi si alza così presto di sabato mattina?» penso. Apro gli occhi, la saluto e colgo nel suo sguardo un velo di tristezza.

Le piacciono i cuori che ho appesi ad alcuni rami di nocciolo dentro al vaso di vestro al centro del tavolo, ed è attratta da uno in particolare. Mi racconta che è lì di mattina presto per pulire la casa del figlio.  «Lui non riesce proprio a tenere la casa in ordine. È un uomo, si alza presto la mattina e lavora tutto il giorno.  E poi una brava mamma deve sacrificarsi per i propri figli!»

Ho appena fatto il caffè e le domando se ne vuole. Dopo un attimo è andata oltre il «non vorrei disturbare» e siamo sedute a chiacchierare di come la vita a volte è maldestra.

Non sa dire di no: come la capisco! Un marito, tre figli maschi e un cane anche lui maschio hanno rinforzato il suo senso del sacrificio. Tutti lavorano e si alzano presto la mattina. Le pure, e va a letto tardi la sera. Voleva viaggiare, suo marito invece voleva solo lavorare e poi «come si fa quando hai una famiglia» Scopro che abbiamo la stessa età e gli stessi capelli corti. I suoi non sono una scelta: è al secondo ciclo di chemioterapia per un tumore al seno, il secondo in otto anni.

Mentre l’ascolto penso a quanto automatismo c’è nelle nostre vite. Perdiamo presto la spontaneità che abbiamo naturalmente quando siamo bambini, e con essa la bellezza di rispondere «sì» oppure «no» secondo come ci va.

Siamo come burattini nelle mani di un burattinaio invisibile che muove i fili della nostra vita, così persi e dipendenti dalle abitudini che ci arrabbiamo o ci preoccupiamo se non troviamo le chiavi della macchina dove pensavamo di averle lasciate.

Forse anche tu rivedi parti di te in questa storia e ti domandi: «Cosa posso fare?» Interrompere le sequenze acquisite tagliando i fili del burattino e permettere a te stesso di fare nuove esperienze non è cosa da poco. Puoi cominciare con l'arrabbiarti qualche volta, anziché abbassare la testa. Ti puoi ribellare e dire no e vedere cosa succede. Affidati alla fantasia per riacquistare la spontaneità che ti toglie dalla trance quotidiana. Ma soprattutto accorgiti del prezzo che paghi in termini di tempo e salute. C'è una sola vita e la stai vivendo proprio adesso. 

Torno alla mia ospite. Ci salutiamo abbracciandoci come vecchie amiche. Stacco dal ramo di nocciolo il cuore che tanto le piaceva e glielo porgo. È commossa e anch’io lo sono. Mi ringrazia come se le avessi fatto un grande dono. In verità il dono più grande è stato incontrarla e poterla ricordare stamattina insieme a voi, a testimonianza che ogni incontro è davvero sacro.

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