CONSAPEVOLEZZA E DECISIONI

25 gennaio 2021
consapevolezza e decisioni

È un po’ che non prendiamo un Caffè della Consapevolezza e stamattina ne sento proprio il bisogno per poter continuare con te un dialogo di crescita condivisa. L’argomento che ho deciso di trattare è uno dei fondamentali dei percorsi di crescita personale e spirituale: la responsabilità.

Ti è capitato di buttare sugli altri la responsabilità di quello che stavi vivendo, o di sentirti amareggiato e incompreso? Hai sperimentato qualche volta la sensazione di portare il peso del mondo sulle tue spalle o di essere sminuito o non considerato?  So che ti è successo, almeno una di queste cose l’hai sperimentata e chissà cos’altro, percependoti vittima delle situazioni.

Quando siamo consapevoli solo di una parte di noi, viviamo un costante senso di infelicità. Restare nel vittimismo ci porta in un’unica direzione: la sofferenza. La verità è che non siamo mai veramente vittime di qualcosa o qualcuno, anche quando le circostanze sembrano dimostrare il contrario. Ogni esperienza, se guardata con neutralità, ci mostra sempre due strade che possiamo intraprendere: considerare quel momento come un disagio dal quale ne usciremo sconfitti o un’occasione per migliorare la propria vita.

Quale sarà la strada che sceglieremo, lì troveremo il modo per confermare che avevamo ragione. Non c’è nulla di originale in ciò che stai leggendo. Le basi della consapevolezza sono sempre le stesse e nonostante le ripetizioni, una parte di noi è propensa a dimenticare 

Se desideri interrompere il meccanismo della vittima, devi imparare ad osservare il prezzo che paghi tutte le volte che rimani in una situazione difficile. Per verificare ciò che stai leggendo ti chiedo di pensare a un episodio in cui credi di aver subito un trattamento ingiusto o crudele. Fai una valutazione concreta aiutandoti con queste domande: «Se ci fosse qualcosa che posso guadagnare da questa situazione, cosa sarebbe? Qual è lo scopo di permettere a questa persona o situazione di fare di me una vittima? Avendo la possibilità di scegliere: 1) tengo testa a questa persona 2) mi allontano 3) decido di cambiare il punto di vista nel quale ho inserito la situazione?»

Nel vivere una difficoltà di qualunque genere accade una sorta di amnesia che ci fa dimenticare la libertà di scegliere e decidere se restare in quella situazione portandola con noi per mesi e forse anni, o entrare nella consapevolezza e cominciare a guardarla da un altro punto di vista.  

Scegliere la propria vita consapevolmente è un atto di volontà

Prendere la decisione di integrare anziché continuare ad alimentare col lamento e sacrificio è entrare in possesso della tua vita avendo padronanza delle emozioni, slegandoti dal passato per liberare un futuro al quale dare una piega certamente differente. È così che apri la porta a quella parte di te che conosce bene il significato di felicità. Da subito puoi invertire la rotta e dirigere il tuo intento verso nuovi orizzonti. Smetti di domandarti "perché" ed entra nella consapevolezza che ti appartiene rispondendo a questa domande: «Che valore posso trarre da questa situazione? Come posso sperimentare più gioia e più amore in questo momento della mia vita?»

Anziché alimentare le carenze, concentrati sull’abbondanza: «Come posso sentirmi ed essere più ricco e felice? Come e cosa posso fare per amarmi ed apprezzarmi ancor di più, circondarmi di benessere e amore e aggiungere nuovi valori per vivere una vita piena di soddisfazioni?» In questa nuova consapevolezza puoi già immaginare il tuo sguardo mentre si concentra su un rinnovato benessere, e sentire il tuo dialogo interiore che muta. E se qualche pensiero interferisce con questo momento, ora sai che hai la facoltà di tenerlo o lasciarlo andare per la sua strada.

Eleanor Roosevelt ha scritto che nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso, ed io sono d’accordo col suo pensiero

La tua SpiritualCoach, Lucia lucia-gold