CONSAPEVOLEZZA E VITTIMISMO AL FEMMINILE

26 marzo 2020
consapevolezza e vittimismo al femminile

Quando ho scoperto di avere una piccola vittima dentro di me che si esprimeva ogniqualvolta desiderava affetto o attenzione, sono rimasta sbalordita. Usava un linguaggio al femminile e conosceva tutti i miei punti deboli. Che poi tanto piccola non era quando non riusciva ad ottenere ciò che desiderava, e in qualche modo mi somigliava. Aveva la mia stessa cocciutaggine e non mollava la presa fino a che non era riuscita nel suo intento.

Com'era possibile? Io vittima? Una donna forte e indipendente, pronta a sostenere tutto e tutti e a battersi per le ingiustizie come poteva usare il vittimismo per ricevere attenzioni? Certamente ci doveva essere un errore. Il fatto è che ero diventata così abile a nasconderlo da non riconoscerlo come mia caratteristica, a tal punto che quando ero di fronte a qualcuno che mostrava il suo lato vittimistico, ero infastidita e pensavo: «Non mi comporterò mai così!» Lo vedevo con facilità più al femminile che al maschile, nel senso che mi davano fastidio le donne lamentose, che si piangevano addosso, molto più degli uomini.

Non è stato semplice accorgermi di quanto tempo investivo nel vittimismo mascherato da forza fasulla e sacrificio nella speranza di poterne ricavare briciole d’amore. D’altronde il risveglio al proprio potere personale non è mai semplice. È fatto di scelte e decisioni, che significa soprattutto trovare il modo per trasformare la parte che mal utilizziamo in qualcosa di più conveniente.

UNA RISTRUTTURAZIONE AL FEMMINILE

Se osserviamo con attenzione ci possiamo accorgere che veniamo rallentati quando cerchiamo di portare pesi che potrebbero essere lasciati da parte, e il vittimismo è un peso che arriva persino a gravare sulla salute per potersi esprimere, soprattutto al femminile.

Cosa è conveniente fare? Alla luce della mia esperienza rispondo: guardare il prezzo che paghi quando insisti a nutrire quella parte di te, affamando tutto il resto. Se la vita fosse un albero, sarebbe naturale tagliare i rami secchi perché possa crescere forte e rigoglioso. E così è anche per il vittimismo o qualunque altra emozione che invalida la nostra esistenza.

Personalmente sono grata al vittimismo poiché mi ha permesso di trovare un altro modo per vivere la vita. A volte non resisto e lo richiamo a svolgere il suo compito, ma dura poco. Mi ricordo del prezzo pagato, e così gli do due lire e che se ne torni da dove è venuto.  

Permettere a chicchessia di influenzare in qualche maniera la nostra esistenza è togliere potere e pace interiore a noi stessi. Ogni forza è dentro di noi. Se sappiamo seguire la nostra verità, non avremo bisogno di riconoscimenti o conferme esterne per rivendicare il valore che è un diritto di nascita per ogni individuo, e niente e nessuno ce lo può togliere. A meno che noi stessi lo permettiamo.

E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare con la vostra testa, imparerete ad assaporare parole e linguaggio. Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo (Dal film L’attimo fuggente)

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La tua SpiritualCoach® - Lucia

 

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