RITROVARE SÉ STESSI

10 Luglio 2022
ritrovare se stessi

Che cosa spinge le persone a rimanere dentro i loro confini mentali, a rimanere disorientati, confusi invece che indagare per ritrovare sé stessi? Innanzitutto la sicurezza di sapere che anche se una situazione è gradevole e anche spiacevole, la conoscono in ogni particolare.

E già, potrà stupire eppure anche se ciò che sperimentano non è quello che vorrebbero, rimane comunque ciò che conoscono. È come se una parte di loro dicesse: «Tutto quello che ho è qui. Vorrei tanto avere altro ma non so come fare!»

Ecco qual è il vero problema: molto spesso non hanno gli strumenti per scoprire che cambiare è naturale come respirare

I confini che mettono tra loro e il cambiamento raccontano che ritrovare sé stessi è faticoso, impegnativo e soprattutto pericoloso. Sono impregnati di convinzioni che hanno lo scopo di limitare le esperienze e renderli pigri di fronte alla conoscenza.

La professione di coach spirituale che svolgo oramai da molto tempo, mi porta spesso a incontrare persone che hanno lo sguardo spento, convinte di non potercela fare. Ma con un pizzico di determinazione e qualche strumento efficace, scoprono di avere un faro interiore pronto a illuminare il loro cammino.

Ed è straordinario vedere i loro occhi brillare ogni volta che decidono di lasciarsi andare a nuove consapevolezze. È un misto di curiosità, desiderio, ansia, stupore, proprio come un bambino che per la prima volta assaggia un dolce

Il preludio di un cambiamento è un momento delicato che va sostenuto con gentilezza e determinazione, poiché i confini che crediamo di avere si stringeranno come una morsa intorno alle vecchie convinzioni

Rimanere dentro ai confini limitati della nostra mente è come essere re e regine di un regno lasciando che sia qualcun altro a governarlo. Ritrovare sé stessi ha proprio questo compito: riprendere in mano lo scettro delle decisioni e cominciare a usarlo!

Mi ricordo che quando andavo alle elementari mia madre urlava tutti i giorni delle vacanze affinché facessi i compiti per tempo. Neppure le punizioni riuscivano a farmi cambiare idea, tanto ero impegnata a occupare ogni momento giocando.

Di fatto li svolgevo negli ultimi quindici giorni prima dell'inizio della scuola. In famiglia mi avevano etichettata come “perditempo” ed io l’avevo accettata quell'etichetta, e me la sono portata fino a qualche ano fa. Era il mio confine.

Un giorno stavo lavorando a un corso che avrei tenuto di lì a breve e, di tanto in tanto, arrivava ancora la voce di mia madre che diceva: «Con tutto il tempo che hai avuto per prepararti, ti riduci sempre all'ultimo momento!». Sentii tutto il peso di quella frase sulle spalle e nella gola, ma stavolta decisi che era giunto il momento di guardare la situazione in un altro modo.

In quel preciso istante mi resi conto di cosa dovevo fare. Si accese una luce e pensai: «Io non sono una perditempo! Sono abile e capace di lavorare sotto pressione». Mi ricordai di alcune volte dove ero stata chiamata a risolvere questioni perché si doveva fare in fretta e di com'ero a mio agio in quella situazione, con la mente lucida e attiva.

Finalmente avevo messo un piede fuori dal mio confine: avevo trovato l'altro modo!

Suggerisco spesso, quando qualcuno si trova di fronte alle difficoltà, ad usare la frase «ci deve essere un altro modo» che ho imparato all'inizio dei miei studi di Un Corso in Miracoli. E ora voglio condividere con te come fare.

Quando sei in difficoltà puoi ricordarti che ci dev’essere un modo diverso per osservare quella situazione. Poi con un atto di fiducia, lascia che sia la tua anima ad occuparsi della questione.

Cosa vuol dire?

Stacca per un attimo la spina dal problema e concediti una pausa per un caffè, una telefonata di piacere o semplicemente togli le scarpe, cammina a piedi nudi per casa o in giardino e rilassati. Lascia passare qualche minuto e poi fai un bel respiro e domandati: «Se fossi una persona diversa come affronterei questa situazione?»

Vestire panni differenti, anche se solo con la fantasia, può accendere quella luce di cui parlavo prima. Ritrovare sé stessi è anche questo: scoprire che ogni problema ci offre un nuovo modo di guardare la vita.

E semmai volessi qualche informazione in più, qualche tecnica in più per entrare nell’era della felicità, non esitare a contattarmi mandando una mail a posta@spiritualcoach.it