LE RELAZIONI IM-POSSIBILI

5 febbraio 2021
le relazioni im-possibili

La frase «mi amo e mi approvo esattamente come sono» dovrebbe generare stati d’animo che tendeono al miglioramento del nostro modo di interpretare la vita. Eppure a volte non funziona. Anche se la ripetiamo cento, duecento, cinquecento volte al giorno, il giudizio pieno di condannarimane. Anzi, fa proprio l’effetto contrario rendendoci ancor più critici e nervosi.

Di fatto è una frase molto impegnativa da agire, che genera stati d’animo controversi. Se da una parte può diventare un potenziante che ci spinge a migliorare, dall’altro lato potrebbero esserci una o più emozioni contrastanti che ci inducono a mollare

Di fatto il suo significato profondo è proprio quello di dover accettare tutte le sfumature che compongono il nostro essere, vergogna e sensi di colpa compresi. Ci dice anche che dovremmo smettere di proiettare sugli altri il nostro disagio, iniziando ad assumerci la responsabilità della nostra vita. Ma facciamo un passo indietro per capire meglio la dinamica.

Quando abbiamo una relazione inconsapevole con noi stessi, lo sguardo e l’attenzione è rivolto all’esterno, a ciò che il mondo ci racconta. In questa fase dove è il nostro ego a consigliarci, proiettiamo sugli altri il nostro disagio. Sai che ho tante storie da raccontarti che partono dalle mie esperienze personali o dai racconti dei clienti durante le coaching o walkingcoaching. Una di queste parla di una donna che incolpava sua madre per "averla fatta male" (parole sue). Si definiva “bassa, grassa e senza collo”. Lo specchio era il suo peggior nemico, dunque le dissi che avremmo cominciato proprio da lì.

Stimolata dalle domande, trovò un modo per affrontare la situazione. Decise che si sarebbe spogliata davanti allo specchio e, guardando la sua figura, avrebbe scritto quali erano i suoi punti di forza. Potevano essere i capelli, il seno, i piedi o le mani, il viso. Fatto questo, doveva fare l’elenco di quelle parti del suo corpo che invece disprezzava. Avrebbe dovuto mettere in evidenza e curare le parti che le piacevano mentre alle altre doveva dire che stava imparando ad amarle. La faccio breve: la frase che decise di utilizzare era “vi amo esattamente come siete”. Ci mise tutta la sua determinazione nell’eseguire l’esercizio, ma ogni volta che doveva dire la frase i suoi stati d’animo erano di colpa e rabbia.

Dovevamo cambiare qualcosa e insieme trovammo un modo: aggiungere alla frase una premessa. “anche se in questo momento non sono ancora in grado di amarvi così come siete, comincio con considerarvi una parte di me”. Funzionò e lo vidi con i miei occhi perché arrivò alla sessione di coaching successiva con qualche kilo in meno e una bella scollatura che metteva in evidenza il suo splendido decolté.

Capita molto spesso di instaurare relazioni inconsapevoli con noi stessi, e la via più breve che ci viene consigliata dal nostro lato oscuro è di proiettare sugli altri il nostro disagio. In questo modo non facciamo altro che rinforzare ancor di più il nostro disagio, che continuerà a manifestarsi nella nostra vita

Per interrompere la sequenza distruttiva e portare più chiarezza nel nostro presente, possiamo aiutarci con alcune domande. «Quali sono le debolezze che più condanno negli altri? Se guardo con attenzione, queste debolezze mi appartengono a un qualche livello e in una qualche forma? Ho creduto e forse ancora credo di essere responsabile dell’infelicità di qualcuno? A chi o cosa do la colpa della mia infelicità?»

Se vorrai sperimentare e aggiungere valore alla tua vita, ti suggerisco di scrivere la domanda e di dare la risposta, e mentre lo fai prendi coscienza dei tuoi stati d’animo. Stai andando in profondità, verso la conoscenza di te stesso e nell’assunzione di responsabilità della tua vita. 

Da questo nuovo punto di partenza, puoi cominciare a renderti conto che ogni persona ti mostra una parte di te che consideri di valore o inutile. Prendi coscienza del fatto che fai sempre agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Soprattutto ricorda sempre che ogni persona che incontri ti mostra una parte di te che giudichi di valore o penalizzante. Usa questo riflesso a tuo vantaggio, liberando e liberandoti dalle pesanti catene del giudizio.

Jung ha scritto che si nega quel che ci è molesto, si sublima l’indesiderato, si liquida ciò che è angoscioso con una spiegazione razionale, si giustificano gli errori, e alla fine si pensa di aver sistemato tutto per benino. E se lo ha detto lui puoi cominciare a credere che forse è proprio così, verificando cosa accade quando metti in moto il volano della trasformazione, senza fretta ma con costanza quotidiana. Lo puoi fare. È scritto nella tua storia personale e se guardi con attenzione ti accorgi che è proprio così: puoi trasformare la tua vita, tutte le volte che scegli di farlo.

Ho pensato che ti avrebbe fatto piacere avere qualche informazioni in più sulle relazioni, magari partendo dall'ABC e poi proseguire verso visioni sempre più raffinate. Per questo motivo ho scelto di preparare un E-book che parlerà proprio di relazioni, ma non voglio spoilerare nulla al momento. Se ti va, continua a leggere gli articoli delle Rubriche, se non lo hai ancora fatto puoi iscriverti alla newsletter o seguirmi sulle pagine social Facebook e Instagram. A presto con le notizie!

La tua SpiritualCoach®, Lucia lucia-gold