SOFFRIRE PER AMORE È DAVVERO AMORE?

17 gennaio 2020
soffrire per amore e davvero amore

Meritiamo di essere amati, tutti, indistintamente, e nessuna lotta, sofferenza o successo ci renderanno più meritevoli o capaci di quanto già non lo siamo adesso. Quanto è difficile capire che è così? Tanto quanto sono i condizionamenti che abbiamo ricevuto rispetto al «soffrire per amore» e storie del genere. Perché siamo circondati dallo struggimento, dal cuore infranto, dall’idea che bisogna «soffrire per amore», altrimenti non è amore vero.

Se vogliamo dire basta a tutto questo struggimento, dobbiamo comprendere che sia l’origine della sofferenza che dell’amore ci appartengono, e questo è vero sia al femminile che al maschile. Ed è altrettanto vero che non possiamo ferire gli altri e gli altri non possono ferirci se ricordiamo di quale «essenza» siamo fatti. Nel ricordo della nostra perfezione c’è la totale comprensione che qualsiasi torto è una richiesta d’amore o d’aiuto e che i nostri atteggiamenti sono devastanti per la nostra vita, prima di tutto.

La causa del dolore è da ricercare nelle ferite personali, nelle credenze accettate e mai davvero guardate con occhi sinceri e con quella padronanza che ci rende capaci di affermare di fronte alla sofferenza «ti riconosco, ti accolgo e ti lascio andare» propria di chi conosce davvero sé stesso.

Nessuno può ferirci senza il nostro consenso

È dura, durissima da comprendere, e la sua comprensione interrompe il perpetuarsi di polemiche sterili, punti di vista e opinioni prevaricanti ed emozioni arroccate sulle sabbie mobili del dolore, pronte ad inghiottirci al primo passo. Una descrizione catastrofica, e voglio che tu senta davvero tutto il disagio profondo che sperimenti ogni volta che credi che l’amore sia un premio perché sei stato buono e bravo.

La questione non è trovare qualcuno che ci ama, ma ridefinire il concetto di amore, trovandone i valori e l’essenza. Da quel punto di vista, se qualcuno che ci ama se ne va, non abbiamo perso nulla che conti veramente. Ogni volta che in apparenza crediamo di subire una perdita, in realtà stiamo facendo posto a qualcosa di meglio.

Se nessuno ci può ferire senza il nostro consenso, c’è qualcuno che ci può lasciare senza il nostro consenso? Che poi, qual è il significato di «essere lasciati?»  Se lo collochiamo a livello dei corpi, essi vanno e vengono, entrano ed escono, girano e rigirano allontanandosi e avvicinandosi in ciò che chiamiamo relazioni personali. Se un uomo è insieme a una donna che ama (vale anche il contrario) e se ne va, la reazione di quest’ultima sarà determinata da ciò che prova per sé stessa.

Se lei si ama, lo amerà anche se lui si allontana, comprendendo cosa è accaduto

Se non si ama, sarà piena di risentimento per l’allontanamento. Potrà pensare che ha bisogno di un uomo per provare amore. Questo bisogno - una volta trovato - sarà appagante all’inizio. Ma dopo un po’ di tempo una parte di lei si sentirà incapace e inizierà a odiare sé stessa per aver sviluppato una dipendenza, e odierà l’altro perché si sente imprigionata in questo atteggiamento. E alla fine farà qualunque cosa per creare distanza e allontanamento.  

Tutto ciò è davvero ridicolo, se ci pensiamo bene. Continuare a cercare fuori di sé la fonte della propria felicità non funziona, e finché non avrà compreso per bene la lezione, gli uomini continueranno a lasciarla. Generosamente l’universo le sta dando una grande possibilità, quella di comprendere che non ha bisogno di un uomo per amare. Certamente ha bisogno di qualcuno che l’aiuti a scoprire come dare amore a sé stessa, prima di tutto: e questo non è davvero una passeggiata.

Amare è fare come fa l'amore. E l'amore non contempla nè lo struggimento nè la sofferenza, ma una costante e amorevole gioia 

So cosa vuol dire essere abbandonata. So cosa vuol dire ritrovare me stessa. C’è un fondamentale dal quale sono partita e al quale ritorno ogni volta che sento di scivolare nel passato: mi ricordo che ogni cosa comincia da me. Puoi partire da qui anche tu, e accorgerti di cosa accade. 

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